Non è più solo un’opera attesa da anni nei comuni del Nord Milano, ma un’infrastruttura che ora riguarda direttamente anche il capoluogo. La nuova tranvia Limbiate–Milano entra ufficialmente tra i progetti strategici per la mobilità cittadina: negli ultimi giorni dell’anno il Comune di Milano ha diffuso un video che racconta l’intervento di riqualificazione del cosiddetto “tram della Comasina”, presentandolo come una risorsa fondamentale per il sistema di trasporto pubblico milanese.
Nuovo tram Milano-Limbiate, prime corse nel 2029
I lavori preliminari sono partiti nel novembre 2025 con la rimozione della vecchia infrastruttura – binari e linea aerea – mentre nei prossimi mesi inizierà la realizzazione della nuova tranvia. A curare l’intervento è MM Spa, società del Comune di Milano. Come spiega Caterina Colombo, si tratta di un ammodernamento completo: sostituzione integrale dei binari, nuovi impianti di trazione elettrica, telecomunicazione e sicurezza, raddoppio dei binari in alcuni tratti e rifacimento dell’asse stradale interessato.
Il tracciato si sviluppa per poco meno di 12 chilometri, collegando il capolinea M3 Comasina – nodo diretto con la metropolitana milanese – a Limbiate-Mombello, attraversando Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate, con 19 fermate complessive. Un collegamento che rafforza l’integrazione tra Milano e i comuni dell’hinterland nord.
Da Limbiate a Milano in tram, passando per Varedo, Senago, Paderno Dugnano e Cormano
Il costo dell’opera è di 182 milioni di euro, con conclusione dei lavori prevista nel 2029. Per l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, si tratta di un intervento “molto importante per la viabilità di Milano”, perché consente di collegare cinque comuni a nord del capoluogo direttamente alla rete urbana attraverso la linea M3. «Molti cittadini – sottolinea – potranno raggiungere Milano in tram invece che in auto».
Un riconoscimento esplicito, anche via social, del valore strategico di una linea che negli ultimi vent’anni è stata progressivamente trascurata, fino alla doppia sospensione del servizio per motivi di sicurezza, l’ultima delle quali definitiva dal 1° ottobre 2022. Eppure il progetto di riqualificazione circola da oltre venticinque anni: neppure l’occasione di Expo 2015 era riuscita a sbloccarlo, mentre costi e rinvii continuavano ad accumularsi.
Il vecchio tram, pur tra mille criticità, aveva però dimostrato sul campo la sua efficacia: 35 minuti tra i due capolinea, in qualsiasi condizione di traffico e meteo, contro tempi che in auto o con i bus sostitutivi spesso superano l’ora. Non sorprende quindi che l’annuncio dell’avvio dei lavori abbia suscitato reazioni contrastanti, con molte critiche sui ritardi, sull’aumento dei costi – oltre 15 milioni di euro al chilometro – sui tempi di realizzazione e su un progetto che prevede ancora lunghi tratti a binario unico.
Resta il fatto che oggi il tram della Comasina non è più solo un collegamento periferico, ma viene riconosciuto come un tassello chiave della mobilità milanese. Un progetto che arriva tardi, forse troppo tardi per chi ne è rimasto improvvisamente privo, ma che ora Milano considera finalmente strategico anche per la sua idea di mobilità pubblica.
da ilnotiziario.net - articolo di Gabriele Bassani