Immagina avere vent’anni oggi.

Crescere in un tempo che ti dice spesso che non conti nulla: che il futuro è già scritto, che la politica è tutta uguale, che partecipare è inutile, che tanto decidono sempre altri.

Immagina avere vent’anni oggi, con le guerre che entrano ogni giorno negli schermi, la crisi climatica addosso, stipendi fragili, affitti irraggiungibili, il rumore e il confronto continuo dei social, la sensazione di dover correre sempre e non arrivare mai.

Immagina avere vent’anni oggi, ma scegliere comunque di ESSERCI.

Questo, per me, è il senso più bello della Scuola di Partecipazione e Formazione politica del Partito Democratico che si è tenuta a Frascati dal 14 al 17 maggio.

Frascati-26.jpgAbbiamo creato uno spazio in cui ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni hanno scelto di fermarsi per ascoltare, studiare, discutere e immaginare insieme un pezzo di Paese diverso.

Ci tengo moltissimo a ringraziare Marta Bonafoni (Coordinatrice della Segreteria nazionale del PD) per aver aperto i nostri lavori mettendo al centro la Costituzione, l’importanza della partecipazione giovanile e per averci ricordato il ruolo delle madri costituenti. Virginia Libero (Segretaria della giovanile del Partito Democratico) per aver collaborato con noi e per il ritorno del protagonismo giovanile di cui avevamo tanto bisogno. Michele Fina (il nostro Tesoriere nazionale) che ha collocato nel nostro tempo il senso e il ruolo del partito politico e dell’impegno per incidere e cambiare le cose. È stato un momento molto partecipato, di confronto e scambio veri. Gaspare Righi e Marcella Marcelli, così come i nostri formatori e formatrici: Michele d’Alena, Vittorio Longhi, Rossella Muroni, Andrea Rigon; tutti i tutor e i dipendenti del Partito.

Mi auguro che nei pochi giorni a Frascati i 250 ragazzi della scuola si siano sentiti a casa, accolti, parte di un processo più ampio. Perché penso che quando un giovane entra in una sezione, in un’aula comunale, in una scuola di formazione debba sentirsi parte di uno spazio democratico accogliente, accessibile e disposto ad offrire strumenti e chiavi di lettura.

Penso che nel partito debba esserci vita per chi vuole cambiare davvero le cose: non solo tesserandosi, ma con la formazione, coinvolgendo i giovani, costruendo reti civiche nei territori. Per fare questo piazza, voto, partiti, scuole, corpi intermedi e amministrazioni devono tornare a parlarsi.

Ed è per questo motivo che la nostra scuola di formazione ha sempre voluto tenere questa vocazione laboratoriale, ha avuto cioè, fin dall’inizio, l’ambizione di fornire metodi, strategie e una cassetta degli attrezzi utile una volta rientrati nei propri territori a stimolare e favorire il processo di partecipazione, soprattutto dei giovani, che da anni sono quelli maggiormente disillusi rispetto alla politica.

Questa delusione non può essere ignorata. Va compresa e ascoltata.Nel mio lavoro di amministratrice combatto ogni giorno la narrazione dei giovani che non si impegnano. Ma quest’anno la scuola cade all’indomani di un evento democratico che ha cambiato il clima del paese e che ha misurato la temperatura registrando dei risultati inaspettati proprio sul fronte della partecipazione giovanile.

Frascati 2 26Abbiamo visto infatti col referendum che quando la posta in gioco è importante, i giovani partecipano!

La rivendicazione del No è una prova che i giovani non sono assenti; sono selettivi.

Del 59% dell’affluenza complessiva, il 67% era tra 18-28 anni e la maggior parte era per il No.

L’arroganza del Governo nel rendere il voto una corsa a ostacoli per chi studia, lavora o si cura lontano da casa ha scatenato un moto di indignazione che il PD ha condiviso e raccolto!

Il nostro Partito si è attivato per consentire ai fuori sede di votare come rappresentanti di lista e questo ha permesso a moltissimi giovani di esercitare il proprio diritto.

Il Partito ha giocato un ruolo insostituibile, che nessun’altra realtà, movimento o associazione avrebbe potuto assolvere.

Abbiamo compreso che i giovani partecipano quando vedono uno spazio reale per incidere.

Credo che il Partito debba essere questo: lo spazio fisico e politico per dire la propria e cambiare le cose. Ed è questa la ragione per cui quest’anno abbiamo scelto Esserci come motto per la Scuola!

Abbiamo contribuito a difendere un diritto e garantire un libertà, quella di votare, ma come diceva Pertini: “non esiste libertà senza giustizia sociale”.

E oggi i dati ci dicono che in Italia i giovani sono poveri, o in situazione di precarietà economica e sociale. 5,7 milioni di persone sono in povertà assoluta di cui il 12% tra i 18 e i 34 anni.

Diritti civili e sociali non sono due agende separate: cittadinanza, casa, scuola, salario, voto e clima sono parti della stessa libertà personale.

Si frena l’autoritarismo rendendo le persone meno ricattabili: lavoro, servizi educativi, casa accessibile sono un tutt’uno con partecipazione, cittadinanza, voto fuori sede.

Frascati 3 26Io non sono entrata in un partito perché pensavo che fosse tutto perfetto.

Ci sono entrata perché so cosa vuol dire stare fuori da una porta.

Vuol dire condannarsi a non avere possibilità di essere ascoltati e cambiare le cose, a partire dalla loro narrazione: sulla cittadinanza, sulla rappresentanza, sulla possibilità di essere riconosciuti pienamente, anche nelle legittime ambizioni politiche e personali.

E penso che chi vuole cambiare davvero le cose, deve stare nei luoghi in cui le decisioni si prendono, portando dentro giovani, donne, minoranze, la forza dei movimenti, le scuole, i quartieri.

Se mi chiedessero cosa mi piacerebbe che i ragazzi di Frascati portassero con sé dalla scuola direi: fiducia!

Ai ragazzi dico abbiate fiducia: nel Partito c’è vita per chi vuole cambiare davvero le cose.

Noi siamo qui per Esserci!

Siamo qui per lavorare affinché quelle voci possano trovare spazio e strumenti.

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